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sabato 17 maggio 2008

Il Premio Majella a Rho (Milano) (di Claudio Agostini)


Per coloro dei nostri lettori che dovessero trovarsi domani, domenica 18 maggio, in Lombardia, è più precisamente nei pressi di Rho, o che nelle vicinanze dovessero risiedere, segnaliamo una interessante occasione per conoscere più da vicino l'Abruzzo, Gabriele d'Annunzio e la sua Ambasciatrice, Daniela Musini.
Infatti in quella graziosa e antichissima cittadina alle porte di Milano, che la leggenda vuole abbia origine nientemeno che dall'isola di Rodi, ma sicuramente di origine Romana, si organizza annualmente il Premio Majella, uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della sua vita mondana.
L'edizione 2008 vedrà personaggi importanti quali: Padre Renato SALVATORE, Superiore Generale dei Camilliani nel mondo, Enrico DI NICOLA, Procuratore Capo della Repubblica di Bologna, Dom SERAFINI, giornalista, scrittore e imprenditore.
Il Premio è promosso e organizzato dall’associazione “La Maiella” di Rho in omaggio al mondo abruzzese e molisano , e quest'anno, in occasione del 70° anniversario della morte di Gabriele d'Annunzio, avrà anche uno spazio dedicato al Vate.
Infatti la cerimonia sarà allietata dalla a noi ben nota Daniela Musini (non la chiamiamo più Professoressa, visto che ha dichiarato di essere una amica del Cassetto e come amica vuole essere trattata) e dal suo «Amor mio crudele, passioni fatali e divine di Gabriele D’Annunzio», spettacolo da lei stesso scritto e interpretato.
La cerimonia, che vedrà poi la premiazione di quegli Abruzzesi illustri che hanno portato il nome d'Abruzzo fuori dei suoi confini, avrà inizio alle ore 15:30.
Per il programma completo rimandiamo a questo indirizzo, dove potrete scaricare locandine e programma in formato pdf

http://www.danielamusini.com/popupRho.html

Vi auguriamo un divertente e interessante pomeriggio domenicale.


mercoledì 16 aprile 2008

Recensioni - Lucrezia Borgia: misteri, intrighi e delitti (di Claudio AGOSTINI)

In una serva Italia dominata con metodi democratici, umanitari e caritatevoli da Signori Italici e Principi stranieri, un'incantevole donzella dominerà e sarà dominata dagli eventi.
Le sue sole colpe forse saranno quelle di aver voluto dare sfogo ai sensi della carne, ed essere appartenuta ad una Famiglia scomoda e “orrorosa”, quella dei Borgia.
Lei è Lucrezia, figlia del Papa (sic!) Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, e di Vannozza Catanei, e sorella dell'altrettanto famoso e sinistro Cesare, braccio armato della Santa Sede dell'epoca.
Una storia, iniziata il 18 aprile dell'Anno del Signore 1480 e terminata 39 anni dopo, il 24 giugno del 1519, intrisa di sfarzo, sesso e violenza, cose tutte praticate dai suoi familiari, in primis dal babbo famoso e potente, dai fratelli, e da lei stessa, anche se sembra che per Lucrezia non ci siano prove certe atte a giustificare l'epiteto di avvelenatrice con cui ce la consegnò la Storia.
In questo racconto su una donna affascinante, intelligente e scandalosa per il suo tempo, ma che oggi crediamo avrebbe serie difficoltà ad emergere dalla massa, visti i tempi e visto l'agguerrita concorrenza delle rappresentanti del suo stesso sesso, leggeremo delle sane passioni che aleggiavano nelle corti e soprattutto nelle alcove, delle usuali violenze che con garbo si scambiavano gli attori che calcavano il palcoscenico della Italica (ma non solo) storia del XV secolo, incontreremo personaggi illustri e famosi, quali Pietro Bembo, Torquato Tasso, Michelangelo Buonarroti, Nicolò Machiavelli, Pietro Aretino, Girolamo Savonarola, spieremo splendide cortigiane entrare e uscire con grazia e disinvoltura da letti non propri, a volte senza nemmeno far caso se in quei letti vi dorma il Signore o la Signora, assaggeremo succulenti manicaretti provenienti dalle varie contrade d'Italia e d'Europa, scopriremo a questo proposito che in quel periodo vivacissimo e frizzante usava mangiare per prima l'insalata (che per questo veniva detta incisame), per passare poi ai dolci e infine al companatico, tutti serviti in vasellame preziosissimo, e innaffiato da prestigiosi e raffinati vini “da bocca” briosi e “festevoli”, assisteremo a scontri epici, inganni machiavellici, ripensamenti e ravvedimenti dubitevoli.
In una parola, vivremo come in un film la vita di una donna stupenda, tra le più chiacchierate protagoniste della Storia.
E questo film ci viene proposto dalla sapiente regia e dalla avvincente sceneggiatura di Daniela Musini, altrettanto splendida donna ma dei giorni nostri, che a 5 secoli di distanza ci ripropone con maestria una storia da tutti sentita ma ai più sconosciuta nella sua intierezza e nelle sue recondite trame.
Daniela Musini tratteggia con vivacità e brio una storia che, studiata sui libri di scuola, all'uso italiano di studiare la Storia, annoierebbe e verrebbe dimenticata già al suono della campanella, mentre con il suo dire arguto e il suo spiare dal buco della serratura del tempo ce la rende interessante e accattivante.
In questo suo modo di raccontare allegramente qualcosa che potrebbe essere ostico ci fa pensare a un grande vecchio del giornalismo e della scrittura, Indro Montanelli, che scrisse una Storia d'Italia, e in particolare una Storia di Roma, da vero pedagogo, attento conoscitore di come catturare l'interesse di grandi e piccini, farli appassionare e invogliarli a leggerne sempre di più
Ecco, Montanelli ci fece conoscere in modo simpatico Roma, i suoi Re, i suoi Imperatori e i suoi Generali, e la Musini ci fa conoscere in maniera altrettanto egregia Alessandro VI, Papa/padre/padrone, e i suoi discoli figlioli.
Ecco come si racconta la Storia !!!!!
E la cosa non finisce qui.
Sempre per opera della mente e della penna (o del computer, visti i tempi) di questa simpaticissima e affascinante viaggiatrice del tempo presto ne leggeremo delle belle su un'altra Signora della Storia, quella che fu appellata la Puttana Imperiale (Giovenale, Satire): Messalina.
Restate in attesa, e preparatevi una bella poltrona comoda su cui “spalmarvi” per leggere queste chicche.

Daniela MUSINI: Lucrezia Borgia - Misteri, intrighi e delitti.
Editore: Stampa Alternativa Nuovi Equilibri

Collana: Fiabesca

Anno di pubblicazione: 2005

sabato 5 aprile 2008

Daniela Musini, il Premio Sarah Ferrati e d'Annunzio "esportato" (di Claudio AGOSTINI)

Torniamo a parlare della Professoressa Daniela Musini, perchè domani a Scandicci (Firenze) sarà premiata con la Coppa Sarah Ferrati 2008 per autori di teatro (vedi articolo "Il Centro" di ieri 4 Aprile 2008 qui a lato - cliccare sulle varie immagini per ingrandirle).
Ecco il link alla presentazione dell'evento sul sito stesso di Daniela Musini - http://www.danielamusini.com/popupPremioFerrati.html
Ci fa piacere parlare spesso della Professoressa in quanto validissima scrittrice, validissima attrice, validissima pianista, e massima conoscitrice del Vate.
In un blog di cultura, come si compiace essere questo nostro Cassetto, ci sembra normale parlare di persone che la Cultura con la c maiuscola la fanno e la vivono tutti i giorni, senza naturalmente togliere nulla o voler umiliare i "neofiti" appassionati che fanno cultura per diletto. D'altronde da sempre il nostro sito prima e questo blog poi hanno ospitato qualsiasi scritto o opera ci pervenisse, hanno dato voce a tutti coloro che volevano parlare, naturalmente nei limiti della decenza. Non ci si può dunque accusare di partigianeria o peggio di piaggeria. Il fatto poi che la Professoressa ci degni della sua amicizia è altra storia, che non inficia la serietà di questo blog.
In sintesi, ci fa semplicemente piacere comunicare ai nostri lettori quanto veniamo a conoscere sul mondo della cultura, e a indicare eventi che possano essere di un certo interesse.
A questo proposito comunichiamo anche che il 24 Aprile prossimo venturo a Colonia (Germania), presso l'Istituto Italiano di Cultura, la Professoressa Musini terrà un recital dal titolo "Amori e fulgori di Gabriele d'Annunzio" (d'obbligo la d minuscola, scelta dal Vate come segno "de nobilitate, altrimenti la Professoressa ci bacchetterà....).
Per chi mastica un po' di tedesco, alleghiamo riproduzione della pagina in tedesco del sito web dell'Istituto Italiano di Cultura, e per chi invece di teutonico non vuol sentir parlare, ecco la stessa pagina in versione "spaghetti e mandolini"
Questo è il link alla pagina del sito dove si possono avere delucidazioni sull'evento
http://www.danielamusini.com/popupColonia.html
Chi si trovasse in quei giorni a Colonia è avvisato.
Chi invece il giorno 11 del prossimo mese di Maggio passasse dalle parti della città dannunziana potrebbe assistere alla "Serata dannunziana" con proiezione del film di Gerdiglio Angeloni "Tu, signor del pennello, io de la rima...", incentrato su Gabriele d'Annunzio e il Cenacolo michettiano di Francavilla, al termine della proiezione del quale la Professoressa interpreterà alcune pagine di d'Annunzio
http://www.danielamusini.com/popupSeratadannunziana.html

giovedì 27 marzo 2008

Un binomio inscindibile (di Claudio AGOSTINI)

Sin da quando l'uomo è stato in grado di poter raccontare le gesta proprie o di altri, si è creata una categoria speciale di persone che narrano di altre persone: i biografi.
Biografia, da bios = vita e graphia = scrittura, significa letteralmente "scrittura della vita", ed il biografo è colui che "scrive" la vita di un'altra persona.
Dunque possiamo avere il biografo di un celebre condottiero, quello di un politico, di uno scienziato, di un artista. Non c'è personaggio illustre vissuto in passato che non abbia avuto o non abbia un biografo, e possiamo dire che non ci sia personaggio vivente oggi (a meno che non appartenga alla "famosa" casta degli sfigati), che non ne abbia uno o più, perchè oggigiorno un biografo non si nega a nessuno, e chi non ha un biografo, peste lo colga, non conta proprio niente......
Spesso un biografo si è specializzato su un determinato personaggio, e ne è diventato il biografo ufficiale, il biografo per eccellenza (così come spesso un attore diventa il doppiatore, la voce ufficiale, di un attore di lingua straniera, come ad esempio Giancarlo Giannini, inimitabile ed inimitato Al Pacino).
Di biografi ce ne sono stati di contemporanei del personaggio illustre, i quali appunto perchè contemporanei (e spesso amici o comunque conoscenti di quello) erano in grado di trattare di lui con cognizione di causa in quanto spesso testimoni delle vicende narrate.
Più spesso però abbiamo biografi "postumi", venuti cioè dopo il "personaggio", che hanno conosciuto o conoscono solamente tramite lo studio delle sue opere, ed essendone rimasti affascinati o comunque colpiti hanno deciso di diffonderne la conoscenza anche ad altri. Il biografo diventa un esperto di quel personaggio che egli sceglie di "raccontare", e ciò è particolarmente vero per i biografi ufficiali, che spesso conoscono più fatti della vita dell'illustre di quanti ne conosca la madre stessa (sempre dell'illustre).
Restando nell'orticello della Regione dalla quale scrivo, voglio prendere in considerazione una coppia veramente affiatata, una di quelle coppie così ben assortite che sembra siano state create su misura (come si dice, Dio li fa e poi li accoppia).
Lui, "il narrato", è un uomo definito da molti, forse da tutti, anche dai detrattori, eccezionale.
Poeta, romanziere, giornalista, Soldato (con la S maiuscola, non per disprezzare i soldati semplici, ma perchè, con i gradi sul pastrano, non ha esitato a gettarsi nella mischia come appunto semplice soldato, invece di stare al riparo e dare ordini come altri graduati suoi pari facevano), avventuriero, sportivo, precursore, tombeur di femmine (e che femmine.....).
Lei, la "narrante", collega di Lui quale scrittrice, è in più musicista, attrice, insegnante, cultrice del bello, divulgatrice, instancabile giramondo per amore del suo "narrato", e soprattutto femmina fatale al pari di quelle da lui fatte "tomber".
Di lui, per chi non lo avesse già individuato, e saranno in pochi, basterebbe usare anche solo uno dei suoi tanti appellattivi: Vate, o Imaginifico, o "orbo veggente", per rivelarne subito l'identità: d'Annunzio Gabriele, da Pescara, classe 1863 (con precisione nato il 12 Marzo 1863), del fu Don Francesco Paolo d'Annunzio, già Rapagnetta, e della fu Donna Luisa De Benedictis. Di lei faccio solo nome e cognome (come Baccini nel suo famoso album), è più non dimandate, non perchè vuolsi così cola dove si puote etc etc ma perchè di una Signora (con la S maiuscola anche questa, perchè, credetemi, di un vera Signora si tratta) non si rivelano particolari neanche sotto tortura: Musini Daniela, da Roseto (e basta.....).
Avevamo (avevo, scusate il plurale majestatis: forse parlare di tali personaggi mi spinge a diventare un poco megalomane) già trattato della Dottoressa Musini in un precedete articolo, "Consigli per la navigazione".
In un continuum ideale proseguo il discorso perchè andando avanti con la conoscenza della stessa non posso non meravigliarmi continuamente di quanto il binomio d'Annunzio/Musini sia inscindibile, almeno a mio modesto parere.

Di biografi l'Uomo del Vittoriale ne ha avuti tanti, ma mai nessuno così appassionato e così esperto da entrare in piena simbiosi con lui.
Daniela Musini non è la biografa di Gabriele d'Annunzio: oserei dire che Daniela Musini è la reincarnazione di Gabriele d'Annunzio.
Un biografo si limita a raccontare un personaggio, un attore interpreta un personaggio, un regista "disegna" un personaggio.
Daniela Musini fa tutto questo ed oltre, con d'Annunzio.
Daniela Musini racconta d'Annunzio, e lo fa in maniera mirabile.
Daniela Musini interpreta d'Annunzio, ne declama i versi, e lo fa in maniera sublime.
Daniela Musini disegna d'Annunzio, e facendolo lo modella su se stessa, tanto che ella si trasfigura e sulla scena non vediamo più Daniela ma Gabriele che parla con voce dolcissima in un corpo bellissimo.
Ma soprattutto Daniela Musini presenta d'Annunzio anche a chi non lo conosce, e glielo rende interessante (se non simpatico, perchè il Vate con la sua megalomane vita un po' antipatichetto sicuramente lo sarà stato, ma certamente non è colpa di Daniela).
Sicuramente dopo aver incontrato Daniela Musini nessuno potrà dire: d'Annunzio, chi era costui?
Daniela è Gabriele, dicevo, e a riprova di quanto dico (e non sono ancora in età di vaneggiamentio, almeno credo) andate ad ascoltarla quando declama alcune delle lettere che il Vate aveva scritto alle sue numerosissime amanti.
Io ho avuto l'onore e il piacere di farlo giorni fa presso la Libreria Feltrinelli di Pescara, nella Conferenza / Recital "Gabriele d'Annunzio: Le sue donne, le sue muse".
Lettere bellissime, appassionate, struggenti, da brivido.
Bene, mi direte, qualè la novità? Sappiamo tutti o quasi che d'Annunzio era bravo a scrivere....
Certo, ma prestate orecchio a quello che, poco prima di iniziare, la Dottoressa dice a proposito delle lettere: "Vi leggerò alcune delle lettere che d'Annunzio scrisse alle sue donne, e alternate a queste leggerò delle lettere che ho scritto io, imitandone lo stile, ma non Vi dirò quali siano le originali" (le parole non sono proprio queste, ma il senso si).
Poi ascoltate rapiti la lettura delle lettere, e alla fine sicuramente chiederete:
"Belle, stupende. Ma le sue lettere quando le legge, la Musini?"
Non vi dico che non siete stati attenti, perchè so che lo siete stati.
Vi dico solo che le lettere della Musini le avete ascoltate, perchè alcune di quelle erano dei falsi, scritti proprio da Daniela.
Impossibile !
Possibile, invece, possibilissimo.
Tanto possibile che Gabriele stesso si sarà confuso ascoltadone le lettura, e si sarà chiesto: "Quando l'avevo scritta questa? Non me la ricordavo".
Ma forse non se lo chiederà, perchè probabilmente sarà stato il suo stesso genio a guidare la mano di Daniela, splendida medium nella quale il Vate ogni giorno si reincarna e rivive la sua stupenda vita.
Una piccola curiosità: Gabriele in ebraico significa "Eroe di Dio", mentre Daniele (da cui Daniela) significa "Giudice Divino". Tanto per restare sul "Dio li fa e poi li accoppia (e li nomina anche.....)

Termino qui, per non essere accusato di piaggeria. Non lo è, statene certi, e quando la conoscerete (la Daniela) ne tesserete anche Voi le lodi.
Per il momento Vi dico solo che Musini non è solo d'Annunzio, è Arte pura incarnata in un corpo femminile.
Scrive biografie di altri personaggi (ultimo in ordine di tempo Messalina, ma anche Lucrezia Borgia, Mata Hari: sembra avere una predilezione per femmine fatali e "oscure"), scrive pieces teatrali, dà concerti, gira il mondo per portare d'Annunzio e l'Abruzzo ovunque sia possibile, e tra un impegno e l'altro ha anche il tempo di andare a ritirare premi vari qua e là. Ultimo conseguito, e non ancora ritirato, il Premio Sarah Ferrati 2008 per Autori di Teatro.
La sua opera sulla Divina Eleonora Duse non è ancora stata rappresentata, ed ha già vinto 3 premi: unico caso nella Storia.
E in precedenza ha conseguito anche il prestigioso Premio Internazionale Adelaide Ristori, di cui va giustamente fiera.
Potrete leggere tutto questo e altro sul suo sito (
http://www.danielamusini.com/), ma per il momento sappiate che sabato 29 alle ore 12,25 su RAI 3 manderanno in onda un'intervista su di lei e sulle sue attività artistiche


venerdì 7 marzo 2008

Consigli per la navigazione (di Claudio AGOSTINI)

Questo non é il post di un articolo o di una poesia o racconto, ma solamente un "consiglio" per la navigazione (parafrasando il buon vecchio Mike, che non stanco per aver fatto crescere più di una generazione con i suoi programmi via via più o meno culturali, ma sempre e comunque interessanti e piacevoli, trova anche il tempo per dedicarsi appunto a fornirci "consigli per gli acquisti").

Il consiglio che voglio darvi quest'oggi è quello di navigare il sito di Daniela Musini, eclettica artista dalle multiformi sfaccettature: attrice, pianista, studiosa a tutto tondo dell'Imaginifico Vate Gabriele d'Annunzio, di cui è massima esperta e alfiere instancabile, nonchè di altri personaggi "particolari" della Storia, per la maggior parte femminili, quali Cleopatra, Lucrezia Borgia, Madame de Pompadour, Messalina, Mata Hari.

Tutti femminili, si (a parte il Vate, che però con il femminino aveva un ruolo eccezionale), come femminile (e che femmina, mi si lasci passare il commento che spero non venga preso con accezione volgare) è lei, Daniela Musini, che coniuga in se quello che fino ad oggi è riuscito a pochissime se non a nessuna altra donna: bellezza e ingegno.

Nata a Roseto degli Abruzzi, diplomata in Pianoforte, laureata in Lingue e Letterature Straniere, laureata in Lettere Moderne, studiosa di Gabriele d'Annunzio, relatrice di conferenze, attrice di prosa (continuate a leggere il suo lunghissimo curriculum e tutto quanto su di lei è stato scritto nel suo sito, di cui più avanti darò l'indirizzo), vive a Pescara e lavora..... in tutto il mondo. Si, nel mondo, perchè come portabandiera del Vate si sposta in continuazione da un Paese all'altro, portando spettacoli creati da lei nei quali fa rivivere tutto il pathos di d'Annunzio e del dannunzianesimo.

Turchia, Polonia, Giappone sono solamente le ultime tappe di un meraviglioso tour che ha visto folle di esperti e non osannarla mentre si commuovevano al dolcissimo suono della sua voce e alla inimmaginabile bellezza delle emozioni da lei suscitate.

Non sono un critico, né un uomo di cultura, e dunque non posso, non sono capace di presentare la figura della Professoressa Musini come si dovrebbe. Lascio questo lavoro a chi è accreditato a farlo.





Io, come semplice ammiratore del suo Italico e Abruzzese ingegno, dico solamente: visitate il suo sito, e soprattutto recatevi ad uno dei convegni o delle conferenze da lei o su di lei organizzati, e ad uno dei suoi spettacoli: sono sicuro che anche Voi, come me, non potrete più fare a meno di visitare non giornalmente, ma più volte al giorno, il suo sito (http://www.danielamusini.com/) e il suo blog (http://scarletblog.freewordpress.it/).

Oggi più che mai, alla vigilia di un 8 marzo che dovrebbe essere celebrato non ogni anno ma ogni giorno per riconoscere quello che per secoli è stato negato al vero motore della Storia, la donna, da un maschilismo cieco e bieco, la donna Musini tiene alto il vessillo della femminilità arguta, sapiente, prorompente e dirompente.

Cara Professoressa Musini, in nome e per conto delle donne, e anche di quella parte degli uomini che non le guardano solamente cercando di riscontrare in loro le proverbiali misure 90-60-90, La ringrazio per quanto ha fatto, sta facendo e farà per la Cultura Italiana e Abruzzese.

Claudio Agostini



venerdì 29 febbraio 2008

Genealogia: una "scienza" consigliata a tutti (di Claudio AGOSTINI)

"Chi fuor li maggior tui?"

Cosa interessa, a Farinata degli Uberti, sapere chi fossero "li maggior" (gli antenati) di Dante?
Che fosse della sua stessa Patria egli lo aveva gia appreso prima:
"La tua loquela ti fa manifesto di quella nobil patria natio a la qual forse fui troppo molesto".
Dunque perchè vuol saper dal "Tosco" che "vivo" se n'andava per la "città del foco" chi fossero gli antenati?
Perchè Farinata non conosceva personalmente l'Alighieri, e per sapere chi egli fosse, se compagno di fazione o avversario politico (cosa molto importante, essendo entrambi Fiorentini), doveva sapere a quale casato Dante appartenesse.
Quante volte anche a noi, entrando in contatto con persone che non ci conoscevano ma che appartenevano ad una qualche piccola o media comunità di cui anche noi in qualche modo facevamo parte, è capitato sentirci apostrofare con un "Di chi sei figlio ?" ("di chi si fij(e)?" dicono in Abruzzo).
Conoscendo le regole del gioco, sappiamo che dobbiamo declamare le nostre generalità affermando di essere, ad esempio, "Antonio, figlio di Giovanni il calzolaio", oppure "il nipote di Carmelina la levatrice" (ostetrica).
A volte la semplice paternità/maternità non basta, magari nostro padre o nostra madre si erano allontanati dal paese in giovane età, e non sono ricordati. Allora dobbiamo spingerci ai nonno, se non ai bisnonni.
E' una bella soddisfazione quando riusciamo a farci identificare. Ma se non abbiamo quelle informazioni di cui abbiamo bisogno? Se non sappiamo chi fossero, o cosa facessero, i nostri antenati appena un po' più vecchi di nostro padre? Chi ci può aiutare?
In questo caso ci può venire in aiuto la Genealogia, tramite una seria e paziente ricerca genealogica.

Che cosa è la genealogia, e in cosa consiste una ricerca genealogica?
Tutti, più o meno, sappiamo a grandi linee a cosa si riferiscono i termini anzidetti, ma ben pochi sanno che in effetti la genealogia può essere definita una scienza, e che la ricerca genealogica si avvale di procedimenti "scientifici" per arrivare ai suoi scopi.
Vediamone alcune definizioni:

# Scienza che studia i rapporti di parentela, con particolare riguardo alle discendenze e ascendenze, al fine di stabilire la storia interna di una famiglia quale risulta dal suo albero genealogico, cioè dal complesso dello stipite comune e delle sue ramificazioni. (... omissis)".
[Grande Enciclopedia De Agostini, Istituto Geografico DeAgostini S.p.A. Novara, volume 10, pag. 359.]


# genealogìa = gr. "genealogia" comp. di "genea", generazione, e "logia" da logos, discorso.
Propr. Descrizione o Trattato della origine e delle parentele di una famiglia; indi Ordine e successione di coloro che discendono da un medesimo stipite."
[Ottorino Pianigiani, "Vocabolario Etimologico" anno 1907, rielaborazione originale edita dalla Fratelli Melita Editori di La Spezia nel novembre 1991, pag. 597.]

# La parola genealogia, di origine greca, è composta dai due sostantivi gheneà, "gente, razza" e loghìa, "trattato", e può dirsi lo studio delle generazioni afferenti una famiglia. La genealogia è una scienza ausiliaria della storia e può senza dubbio essere annoverata tra le scienze esatte, in quanto i suoi procedimenti metodologici si attuano solo attraverso dei documenti, anche se di varia natura e origine, atti a ricostruire il collegamento naturale, genetico e fisiologico di un individuo con un altro avente uno stipite in comune. (..... omissis).
Per genealogia ascendente si intende la ricerca con documenti storici certi dei nostri più remoti antenati, sia uomini che donne; si tratta di uno studio ricco di interesse e che offre le maggiori soddisfazioni. Innanzitutto dobbiamo ricordare che ciascuno di noi ha 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni, 16 trisavoli, 32 quadrisavoli e 64 quintisavoli, viventi presumibilmente all'inizio della Rivoluzione Francese, quindi constatiamo che il numero dei nostri antenati raddoppia man mano che risaliamo verso generazioni remote.
La legge matematica relativa al numero degli ascendenti di ciascuna generazione è la progressione geometrica:
Gx = 2x-1
ovvero il numero degli ascendenti di ciascuna generazione determinata (Gx) si compone di tanti ascendenti quanto è il numero indicato nella potenza di x, per esempio:

3^ generazione: G3 = 23-1 = 22 = 4 (nonni)
4^ generazione: G4 = 24-1 = 23 = 8 (bisnonni)
5^ generazione: G5 = 25-1 = 24 = 16 (trisavoli)

(..... omissis).
[Pier Felice Degli Uberti, "Come costruire il proprio albero genealogico", Giovanni De Vecchi Editore - Milano, 1991, pagg. 11-13]

Dunque abbiamo visto che la genealogia è una Scienza. Allora dobbiamo presumere che, in quanto tale, essa faccia dei seri studi per avere risultati probanti su quanto afferma. E infatti è esattamente così.
Una genealogia familiare non si ricostruisce con dei sentito dire, con delle illazioni, con dei collage di nomi messi lì a caso solo per far risultare che Pasquale discende da Francesco. Siamo sicuri che Pasquale discenda veramente da Francesco? Quando anche Francesco facesse parte della famiglia di Pasquale, siamo certi che fosse ad esempio il nonno e non il prozio (cioè il fratello del nonno)? Questo cambierebbe di molto le cose.
Una seria ricerca genealogica si effettua partendo da personaggi la cui identità è certa ed accertabile, e poi si torna indietro nel tempo (o avanti, a seconda dei casi) cercando e trovando personaggi da passare al vaglio della logica e della documentazione. Solo quando la loro esistenza, la loro appartenenza a un certo nucleo familiare e soprattutto la giusta parentela con gli altri personaggi sono accertati (verificando soprattutto omonimie e quant'altro possa arrecare dubbi), il loro nome può essere messo al posto giusto in quel grafico che compone l'albero familiare che si sta ricostruendo, e successivamente essi possono essere presi quale nuovo punto di partenza per avanzare nella ricostruzione.
E non si faccia l'errore di pensare ad una ricerca genealogica come ad una "roba da ricchi, da "Signori". La genealogia non è araldica, non è ricerca di titoli nobiliari. Essa è dimostrazione di amore verso coloro che precedendoci hanno operato per far si che noi oggi fossimo qui, con tutto il nostro bagaglio fisico, morale e culturale.
Chi ha detto che solamente un Duca o un Principe possano vantare una lunga lista di ascendenze? Chi ha detto che il solamente il nonno o il bisnonno di un Agnelli o di un Rockefeller siano importanti in quanto fondatori di Dinastie? Anche la nostra Famiglia è una dinastia, iniziata da uno sconosciuto a cui vogliamo e dobbiamo dare un nome, se non un volto, per rendergli il giusto merito e dargli l'immortalità.
L'immortalità non esiste, mi direte. Esiste, invece, esiste.
Pensate ai vari Giulio Cesare, Attila, Carlo Magno, Federico Barbarossa, Giuseppe Garibaldi. Dovrebbero essere ben defunti e dimenticati, e invece non c'è giorno che almeno uno di essi non venga citato da qualcuno, non venga portato in mezzo a noi. Chi ha fatto il miracolo di renderli "immortali"? La Storia, che altro non è che il paziente lavoro di ricerca di tanti studiosi che, con personaggi famosi (i suddetti), altro non hanno fatto che quello che potremmo fare noi con personaggi meno famosi, ma per noi più importanti.
Allora su, dunque, compiamo questo atto d'amore verso i nostri "maggiori", per conoscere meglio anche noi stessi, e aiutare i nostri "minori" a affrontare il mondo con cognizione di causa.
Questa sezione vuole proporre proprio la diffusione di questa Scienza.
All'inizio, per mancanza di materiale, tratteremo di Famiglie "notabili". Uso la parola notabile anzichè il termine "nobile" per evitare di cadere in quel tranello di cui parlavo prima: tutti hanno il diritto e il dovere di cercare le proprie origini, non solamente i ricchi o i nobili.

Claudio Agostini

(riedizione dell'articolo di presentazione della Sezione di Genealogia su "Il Cassetto dei Sogni")